Dizionario della Psicologia | Fralenuvol

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Breve raccolta di termini di uso psicologico e del loro significato.
Vedi anche la sezione: Psicologia.

Ambivalenza

tendenza a risposte emotive opposte nei riguardi di uno stesso oggetto (persona o altro).

Anoressia

disturbo della personalità che provoca avversione patologica per il cibo.

Apprendimento

modificazione relativamente permanente del comportamento e/o delle conoscenze e/o delle funzioni cognitive che ha luogo per effetto dell’esperienza.

Assuefazione

diminuzione della reattività ad uno stimolo per effetto di una ripetuta esposizione ad esso.

Attaccamento

nozione, valorizzata soprattutto da Bowlby, secondo cui il bambino è geneticamente predisposto a ricercare e mantenere la vicinanza con i membri della propria specie ed in particolare con la propria madre. Nei bambini, il secondo semestre del primo anno di vita è ritenuto il periodo “sensibile” per lo stabilirsi di un ottimo legame di attaccamento.

Attenzione

insieme dei processi di prima selezione, codificazione ed elaborazione degli stimoli.

Attività cognitiva

attività che permette la conoscenza.

Attribuzione interpersonale

insieme di processi che permettono l’attribuzione a sè e ad altri di atteggiamenti, intenzioni, capacità e responsabilità.

Autismo primario

stato di indifferenziazione, caratteristico del primo mese di vita, in cui il neonato non distingue fra ciò che è dentro e ciò che è fuori di lui, fra ciò che gli appartiene e ciò che appartiene alla madre

Autismo infantile

fissazione o regressione a un tipo arcaico di non-differenziazione nei confronti della madre (vedi ‘autismo primario’).

Autostima

valore globale (positivo o negativo) che la persona attribuisce a se stessa.

Carattere

termine con cui si fa riferimento alla personalità del soggetto cos” come essa si è venuta formando grazie all’interazione fra le componenti innate (temperamento) e le influenze ambientali. Attualmente usato come sinonimo di personalità.

Ciclotimica (psicosi … - psichiatria - psicoanalisi)

patologia dell’umore caratterizzata dall’alternanza di tonalità depressive ed euforiche (psicosi maniaco - depressiva). Questa condizione psichica è stata interpretata anche come caratterizzata da depressione come risposta alla perdita di un oggetto che può essere reale o immaginario, ma comunque introiettato, di cui il soggetto si lamenta e si incolpa e da manie come un compenso antidepressivo per negare la perdita e la colpa.

Cognitivismo

approccio psicologico che, attraverso metodi il più possibile sperimentali, ha come obiettivo principale la descrizione del funzionamento della mente umana (meccanismi, strutture e processi mentali)

Cognitivista, teoria delle emozioni

la teoria di Scherer prevede che lo sviluppo emotivo sia condizionato dalle capacità di valutazione del bambino. Secondo Harris le capacità cognitive del bambino permetterebbero fin dal primo anno di vita la consapevolezza delle proprie esperienze soggettive e dal secondo anno una sempre più adeguata comprensione delle esperienze emotive altrui.

Comportamentismo

scuola psicologica fondata da J.B. Watson che sostiene che la psicologia deve avere come unico oggetto di studio il comportamento, che ogni apprendimento è frutto di processi di condizionamento e che la psicologia come scienza non deve utilizzare interpretazioni soggettive del comportamento nè il metodo introspettivo, ma solo descrizioni obiettive in termini di stimolo - risposta. Alla base della teoria comportamentista, chiamata anche teoria dell’apprendimento, sta anche la convinzione che il comportamento è ampiamente condizionato dall’ambiente.

Comportamento

insieme di azioni e reazioni di un organismo in interazione con l’ambiente esterno o con l’interno dell’organismo stesso. Per Piaget: vedi affettivo.

Comunicazione

concetto che può essere definito in modo ampio, includendo qualsiasi caratteristica dell’aspetto o del comportamento di un individuo che influenza, di fatto, un altro individuo, o, in modo più ristretto, ponendo l’accento sull’intenzionalità di modificare il comportamento dell’altro e cioè come un processo mediante il quale un individuo-segnalatore utilizza un segnale o un’esibizione prodotti con lo scopo specifico di modificare il comportamento di un individuo-reagente.

Condizionamento

il provocare nell’ambiente naturale (fisico o sociale) una condizione affinchè l’individuo apprenda un determinato comportamento.

Condizionamento classico (induzione di una risposta condizionata)

è il tipo di apprendimento (studiato da Pavlov con il famoso esperimento sulla salivazione dei cani, nel quale uno stimolo neutrale (ad esempio il suono di un campanello) diventa condizionato nel momento in cui viene accostato o associato ad uno stimolo non condizionato (cioè uno stimolo che è fin dall’inizio efficace).

Condizionamento operante

condizionamento, evidenziato dagli studi di Skinner, che permette, a differenza di quello classico (vedi), l’apprendimento di risposte nuove. Esso è basato sull’agire, sulla modificazione dell’ambiente al fine di raggiungere risultati.

Conscio (psicoanalisi)

a seconda della conoscenza che l’individuo ha dei propri dati psichici essi possono essere distinti in consci, preconsci od inconsci. Un dato psichico è conscio quando esso è conosciuto da parte dell’individuo. Oppure: è ritenuta conscia la parte del dato psichico di cui il soggetto è consapevole (cioè conosce). A differenza di quanto a volte si ritiene a livello divulgativo, non esiste perciò una “parte”, un “posto” chiamato “conscio”, ma solo una eventuale “qualità” del dato psichico in riferimento al fatto che esso o parte di esso sia conosciuto o no. (Vedi preconscio ed inconscio)

Coscienza

avere coscienza: essere consapevole, cioè sapere di conoscere o provare qualcosa. Prendere coscienza: diventare consapevole.

costruttivismo

approccio teorico che enfatizza il ruolo attivo del soggetto nella conoscenza. Si differenzia dall’innatismo per l’importanza attribuita all’interazione con l’ambiente e dall’empirismo per l’importanza attribuita alle caratteristiche del soggetto più che a quelle del reale.

Depressione

disturbo della personalità che provoca sentimenti di vuoto interiore, noia, carenza di interessi, sfiducia in se stesso, pessimismo rispetto al futuro.
Vedi anche la sezione: Depressione.

Devianza

infrazione di norme sociali ritenute fondamentali dagli individui di una società.

Difesa, meccanismi di (psicoanalisi)

meccanismi attraverso i quali l’Io media tra l’Es, il Super-Io e la realtà, tra i quali i fondamentali sono stati descritti da A.Freud. (Vedi cap. 1)

Dissonanza cognitiva, teoria della

secondo Festinger, che ha formulato questa teoria, chi ha credenze dissonanti su un argomento, tende a modificarle per ridurre la dissonanza.

Edipico (complesso … - psicoanalisi)

conflitto caratterizzato da sentimenti libidici molto intensi verso il genitore del sesso opposto e da un atteggiamento ambivalente verso il genitore dello stesso sesso

Egocentrismo

tendenza a valutare la realtà non considerando sufficientemente i punti di vista diversi dal proprio

Emozione

reazione affettiva intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno stimolo ambientale; provoca una modificazione a livello somatico, vegetativo e psichico

Empatia

capacità di condividere i sentimenti positivi o negativi degli altri.
Vedi anche la sezione: Empatia.

Episodica, memoria

modalità di organizzazione delle informazioni basata sulla collocazione spaziale e temporale

Epistemologia

il termine epistemologia significa, etimologicamente, “discorso sulla scienza”. Almeno a partire da Socrate ogni sistema filosofico si è posto, in modo più o meno esplicito ed approfondito, il problema di indagare l’oggetto, il metodo e il fine delle discipline scientifiche particolari (o, più in generale, dei fondamenti della conoscenza). Esiste un’epistemologia generale, ma anche una epistemologia della psicologia, della fisica, della matematica, ecc. Vedi “epistemologia genetica”

Estroversione

caratteristica del soggetto in cui prevale l’orientamento verso l’esterno

Es (psicoanalisi)

componenete più primitiva, irrazionale ed istintiva della psiche. Una delle tre istanze della psiche secondo Freud (assieme a Io e Super-Io). Più raro l’uso del sinonimo Id

Etologia

studio del comportamento delle specie animali, condotto, per quanto possibile, privilegiando l’osservazione in ambiente naturale

Fenomenologico, metodo

metodo tipico della psicologia della Gestalt, e di studi sulla percezione e l’intelligenza, che si basa su “un’osservazione accurata e sistematica delle caratteristiche della nostra esperienza, prodotto sia dalla presa di contatto con il mondo esterno, sia dall’auto-osservazione dei processi mentali che si svolgono dentro di noi”. (Kanizsa, Legrenzi, Sonino, 1983, pag. 25)

Fobia

nevrosi consistente in paura (irrazionale, nel senso di sproporzionata alla situazione ed incomprensibile, non motivata) prodotta da particolari oggetti, o luoghi, o situazioni: paura del chiuso (claustrofobia), dell’aperto (agorafobia), del buio, dei luoghi elevati, degli animali, ecc. Le nevrosi caratterizzate da fobia vengono spesso denominate isterie (oltre che nevrosi fobiche).

Gestalt, psicologia della

scuola psicologica, di cui M. Wertheimer è ritenuto il fondatore, secondo la quale l’esperienza psicologica si presenta all’individuo come una “struttura organizzata” (Gestalt), che non può essere scomposta in parti elementari.

Handicap mentale (ritardo mentale)

difficoltà di tipo cognitivo generale o intellettivo che non permettono all’individuo portatore di fornire, in media, prestazioni in test di intelligenza superiori al punteggio di 70 in QI. In Italia c’è la tendenza a ritenere portatori di handicap mentale solo i soggetti con QI inferiore a 60-65 (circa 1% della popolazione e non tra 2% e 3% come si ha se ci si riferisce a punteggi del QI inferiori a 70).

HIP (Human Information Processing)

teoria della elaborazione dell’informazione.

Identificazione (psicoanalisi)

meccanismo di difesa molto complesso che si basa sull’attribuzione a se stessi di caratteristiche di altri.

Imitazione (Piaget)

attività caratterizzata dal prevalere dell’accomodamento sull’assimilazione.

“Imprinting”

processo di acquisizione di una azione istintiva, limitato ad un breve periodo del ciclo vitale (periodo sensibile), irreversibile e specifico di una determinata specie.

Inconscio (psicoanalisi)

ciò che è latente nella vita mentale, di cui si deve ammettere l’esistenza in quanto si deduce dai suoi effetti

“Insight” (in tedesco Einsicht - Psicologia della Gestalt)

termine utilizzato per riferirsi alla comprensione (a volte accompagnata da un vissuto di scoperta improvvisa) della soluzione di un problema, ottenuta comprendendo “il tutto”, l’essenza , la struttura, cioè i rapporti fra mezzi e fini e/o tra gli elementi ed il tutto di cui fanno parte.

Intelligenza (Piaget)

“Termine generico designante le forme superiori di organizzazione o di equilibrio delle strutture conoscitive. … Termine di arrivo, mentre le sue origini si confondono con quelle dell’adattamento senso-motorio in genere e, al di là di queste, con le origini dell’adattamento biologico stesso.” (Piaget, 1936, op. cit. a pag. 118)

Interazione

azione o influenza reciproca di due variabili. Usato in psicologia soprattutto con riferimento ai rapporti tra organismo ed ambiente fisico e ai rapporti interpersonali.

Introspezione

osservazione e riflessione da parte di un soggetto nei riguardi di proprie esperienze.

Introversione

caratteristica del soggetto in cui prevale l’attenzione verso i vissuti interiori.

Io (psicoanalisi)

struttura organizzata della psiche, che svolge funzioni di sintesi dei processi psichici, “mediando” tra le pulsioni dell’Es, gli imperativi del Super-Io e le esigenze della realtà. Attraverso i suoi “meccanismi di difesa” rappresenta il polo difensivo nei conflitti dell’individuo.

Ipnosi

stato mentale particolare, generalmente con apparenza di sonno (trance), che può essere provocato (indotto) con tecniche speciali, in cui si riconoscono sempre meccanismi di suggestione, posti in essere da un ‘ipnotizzatore’.

Isolamento (psicoanalisi)

termine utilizzato per due diversi meccanismi di difesa. Da una parte ci si riferisce alla rimozione del solo affetto od emozione di un ricordo. Dall’altra all’isolamento di un pensiero da tutti i pensieri che l’hanno preceduto o seguito.

Lapsus

termine latino usato da Freud per riferirsi all’uso non intenzionale di parole errate. Assieme alle dimenticanze, le gaffes, gli smarrimenti, i lapsus rientrano nell’ambito degli atti mancati, rivelatori di un conflitto tra una intenzione cosciente ed una tendenza non consapevole (preconscia od inconscia).

Libere associazioni

tecnica di tipo psicoanalitico già usata da Freud, per cui il paziente è invitato a dire ciò che gli viene in mente (senza censura) all’udire una certa parola-stimolo.

Libido (psicoanalisi)

espressione dinamica dell’istinto sessuale, concepito come un’energia, che può essere rivolta all’Io (narcisistica), ad oggetti esterni o persone (oggettuale) e anche essere trasferita dall’uno all’altro ambito.

Ludica, funzione

che permette di rivivere, a livello simbolico, problemi e conflitti della vita quotidiana.

Mappa cognitiva (Tolman)

rappresentazione mentale schematica di un luogo, una situazione, un movimento, un percorso, ecc. (utilizzata anche dai ratti per apprendere la strada in un labirinto).

MBT, Memoria a Breve Termine

detta anche “memoria di lavoro”, mantiene il materiale rielaborato dai registri sensoriali per periodi limitato nel tempo (ad esempio, in certe situazioni, per pochi secondi o meno di un minuto)

Memoria

capacità di un organismo vivente di conservare tracce della propria esperienza e di servirsene per relazionarsi al mondo e agli eventi futuri

Mente

sinonimo di psiche. Insieme delle attività e dei contenuti psichici, compresi quelli di cui non si ha consapevolezza.

Metacognizione

regolazione dei processi di conoscenza, mediante la scelta delle strategie, il controllo di esse, la verifica, la formulazione e riformulazione di piani di intervento.

Metamemoria

insieme dei processi di gestione e controllo delle operazioni svolte dalla memoria.

MLT, Memoria a Lungo Termine

archivio ed organizzazione del materiale rielaborato dalla MBT, con capienza praticamente illimitata.

Motivazione

fattore dinamico del comportamento che attiva e dirige un organismo verso una meta

Negazione (psicoanalisi)

meccanismo di difesa primitivo consistente nel negare un aspetto spiacevole della realtà esterna.

Nevrosi (psicoanalisi)

malattia mentale dovuta ad una conflittualità fra le istanze della personalità - Io, Es, Super-Io - che trova il proprio equilibrio (per quanto patologico) con modalità (ansie, fobie, ecc.) che comportano una inadeguatezza nell’adattamento dell’individuo. Si distingue dalla psicosi soprattutto per la minor gravità e il miglior rapporto con la realtà.

Oggetto (psicoanalisi)

ciò che permette la soddisfazione di una pulsione. Può consistere in oggetti veri e propri, in persone od anche in rappresentazioni di oggetti e persone. Nel bambino la costruzione dell’oggetto libidico è presupposto necessario perchè si instauri la prima relazione affettiva.

Operatorio concreto, pensiero (Piaget)

che permette la coesistenza, a livello mentale, di due situazioni che nella realtà si escludono a vicenda (dai 6 ai 14 anni circa) al fine di ricavarne conclusioni logiche non direttamente osservabili nella realtà.

Operazione (Piaget)

sistema di azioni interiorizzate (mentali). Equivalente di “azione reversibile”.

Orale, fase (psicoanalisi)

fase evolutiva riguardante circa ai primi 12-18 mesi di vita, in cui le gratificazioni sessuali sono ottenute attraverso la bocca.

Organizzazione

processo per il quale diverse parti, cui sono deputate particolari funzioni, si coordinano così da formare un tutto, in cui le parti stesse conservano un’autonomia più o meno spiccata.

Ossessiva, nevrosi

definita anche come nevrosi coatta, è caratterizzata dal fatto che l’individuo evita un’ansia eccessiva attraverso la ripetizione prolungata di comportamenti stereotipati (ad es. aprire e chiudere una porta, un rubinetto, toccare ripetutamente i bottoni di un indumento o sfilacciarlo, lavarsi più volte le mani, ecc.) o, a livello mentale, di alcuni pensieri (formule magiche, coazioni a numerare, ecc.).

Paranoia

psicosi che si caratterizza per l’esistenza di un sistema delirante tendenzialmente stabile. Il contatto con la realtà può essere nella maggioranza degli eventi della vita quotidiana molto buono, ma con giudizi (o deliri) del tutto inadeguati per quanto riguarda particolari campi di esperienza. Tra i deliri vi sono quelli di persecuzione e di gelosia.

Pensiero (Piaget)

coordinamento di azioni interiorizzate (mentali). Equivalente di “intelligenza rappresentativa o simbolica”.

Pensiero intuitivo (Piaget)

seconda fase, dai 3-4 ai 6-7 anni, del pensiero preoperatorio (vedi). La conoscenza intuitiva è caratterizzata dal fatto che non è dovuta ad un ragionamento che segue le regole della necessità logica.

Percezione

insieme di funzioni psicologiche che permettono all’organismo di acquisire informazioni “hic et nunc” (qui e ora) circa lo stato e i mutamenti del suo ambiente grazie all’azione di organi specializzati.

Personalità

insieme integrato di caratteristiche psichiche e modalità di comportamento che costituiscono il nucleo caratterizzante un individuo, che tende a rimanere tale nella molteplicità e diversità delle situazioni ambientali in cui la persona si esprime e si trova ad operare

Piacere, principio di (psicoanalisi)

ciò che induce l’organismo a ricercare il più possibile e prima possibile la soddisfazione dei bisogni.

Pragmatica, analisi

studio del linguaggio che privilegia i rapporti fra i segni e coloro che li usano.

Preconscio

ciò che è latente nella vita mentale, ma può facilmente essere rievocato ed essere oggetto di consapevolezza.

Pregiudizio

stereotipo scarsamente fondato su dati verificati. Di norma sfavorevole ad un gruppo sociale.

Preoperatorio, pensiero (Piaget)

caratteristico del bambino che, pur utilizzando il pensiero simbolico (vedi), non è in grado di compiere delle operazioni (vedi), o azioni reversibili (dai 18 mesi ai 6-7 anni circa). Con l’espressione “pensiero intuitivo” ci si riferisce alla seconda fase del pensiero pre-operatorio”, dai 3-4 anni circa ai 6-7 anni

Proiezione (psicoanalisi)

meccanismo di difesa che consiste nell’attribuzione di qualcosa di proprio (desiderio, sentimento, impulso, idea, convinzione, atteggiamento, ecc.) ad un’altra persona.

Proiettivo, test

test di personalità in cui il soggetto, di fronte a stimoli ambigui, interpreta “proiettando” in essi qualcosa di sè.

Psicoanalisi

scuola psicologica, di origine medico-psichiatrica, fondata da S. Freud il cui oggetto di studio prevalente è il comportamento anormale, che attraverso il metodo dell’osservazione clinica si prefigge come scopo la guarigione dei malati mentali

Psicometria

settore della psicologia che tratta dell’elaborazione matematica e statistica dei dati psicologici.

Psicosi (psicoanalisi)

malattia mentale causata da massicce fissazioni e/o regressioni nelo sviluppo psichico o, comunque, da conflittualità fra le istanze della personalità -Io, Es, Super-Io- che trova il proprio equilibrio patologico con modalità (ossessioni, manie, gravi depressioni, grave malfunzionamento delle funzioni cognitive, ecc.) che comportano una notevole inadeguatezza nell’adattamento dell’individuo. Si distingue dalla nevrosi soprattutto per la maggior gravità, il minor rapporto con la realtà e maggiori regressioni. E’ attualmente oggetto di discussione la rilevanza delle componenti organiche nella genesi delle psicosi.

Psicosi infantile (Mahler)

malattia psichica grave riconducibile ad uno sviluppo anormale dell’Io nei primi anni di vita ed in particolare al rapporto figlio/a-madre. La Mahler distingue due tipi di psicosi: l’autismo e la sindrome simbiotica.

Pulsione

agente causale del comportamento, inerente all’organismo, che rappresenta anche la ragione della finalità del comportamento.

Q.I. Quoziente Intellettuale (quoziente intellettuale)

rapporto fra età mentale ed età cronologica di un soggetto (moltiplicato per 100).

Regressione (psicoanalisi)

meccanismo di difesa molto vasto, che si attua soprattutto con uno spostamento dell’energia libidica da oggetti tipici di una fase ad oggetti tipici di una fase precedente dello sviluppo.

Relazionale, difficoltà

difficoltà a livello emotivo, affettivo e sociale (in ambito scolastico e non).

Riflesso

risposta non intenzionale, che non è appresa ed è specifica della specie, di una data parte del corpo a un dato stimolo.

Rimozione (psicoanalisi)

meccanismo di difesa consistente nel trasformare i dati psichici consci in inconsci o mantenere tali i dati psichici inconsci. “Consiste in una attività dell’Io la quale sbarra la via della coscienza all’impulso indesiderato proveniente dall’Es, o a qualsiasi suo derivato, siano essi ricordi, emozioni, desideri o fantasie di realizzazione dei desideri” (Brenner, 1967, op. cit. a pag. 14)

Rinforzo

evento specifico in grado di aumentare la tendenza a ripetersi di una certa risposta.

Schema (Piaget)

ciò che è generalizzabile di un’azione. Modalità di organizzazione dell’esperienza.

Schema (cognitivismo)

struttura cognitiva (script) che collega degli elementi su base spaziale e temporale, cioè in fatti (eventi) che possono anche prevedere per gli elementi considerati delle particolari funzioni.

Schizofrenia

psicosi caratterizzata da progressivo distacco dall’ambiente sociale. In particolare essa è caratterizzata da dissociazione psichica (divisione, separazione, non legame, ecc.), cioè dalla sorprendente non utilizzazione di comuni associazioni fra cose o eventi, ad esempio tra un lutto e il dispiacere. Si distinguono varie forme di schizofrenia. Alcuni studiosi ritengono che tale termine, sia, comunque, un termine generico utilizzato per psicopatologie fra loro anche molto diverse, aventi in comune

Schizofrenia paranoide

psicosi di tipo schizofrenico, con deliri non sistematizzati ed allucinazioni, prevalentemente di tipo persecutorio.

Selezione naturale (Darwin)

teoria evoluzionistica basata sul principio che tendono a sopravvivere gli individui che in maggior grado possiedono le caratteristiche che favoriscono l’adattamento ad un particolare ambiente. Ne deriva che tali caratteristiche hanno una maggiore probabilità di essere trasmesse ai nuovi nati rispetto a quelle che caratterizzano i membri della specie non sopravissuti e che con il passare del tempo l’adattamento della specie (se nel frattempo l’ambiente non cambia) tende ad essere ottimale.

Senso-motoria, intelligenza (Piaget)

che dà luogo a comportamenti con l’uso intenzionale del coordinamento mezzi-fini, ma non utilizza immagini ed azioni mentali (cioè senza la presenza dell’oggetto o dell’azione rappresentati).(dai 10 ai 18 mesi circa)

Sensoriale, memoria o registro

il sistema di memoria che funziona solo per una frazione di secondo durante l’elaborazione sensoriale, trattenendo una breve impressione dello stimolo che si è esercitato su un particolare organo sensoriale. Le informazioni significative vengono trasferite alla memoria di lavoro.

Seriazione, operazione di (Piaget)

operazione consistente nell’ordinare (seriare appunto) gli elementi di una stessa classe sulla base del progressivo aumento o diminuzione dell’intensità con cui una certa qualità comune (ad esempio la diversa altezza in un insieme di aste non uguali)êè presente.

Simbiotica, fase (Mahler)

situazione caratterizzata da una prima differenziazione (a partire circa dal secondo mese di vita) dell’unità bambino-madre e in cui c’è una vaga consapevolezza di un oggetto che soddisfa i desideri del bambino.

Simbolico, pensiero (Piaget)

che utilizza anche le rappresentazioni di oggetti non presenti e di azioni non ancora effettivamente compiute. Di norma dai 18 mesi di vita.

Sindrome

complesso di sintomi che tendono a presentarsi assieme e che vengono considerati come tipici effetti di specifiche cause (accertate o presunte).

Sistemica, terapia

approccio psicoterapico in cui oggetto dell’intervento è il nucleo familiare (sistema), non il singolo individuo.

Stereotipo

insieme di credenze sugli attributi personali di una categoria sociale. Secondo G.W. Allport lo stereotipo è “un atteggiamento preesistente … cos” forte ed inflessibile da distorcere seriamente percezioni e giudizio”. Come Allport molti altri studiosi utilizzano questo termine attribuendogli non un significato neutro (e cioè un atteggiamento che si fonda sulla rilevazione delle caratteristiche comuni ad un gruppo, o comunque caratterizzanti rispetto ad altri gruppi), ma un significato negativo, sottolineando perciò il fatto che esso porta a generalizzazioni indebite.

Strutturalismo

approccio teorico presente in varie discipline (ad esempio, oltre che in psicologia, in antropologia, sociologia e linguistica), secondo il quale i fenomeni vanno considerati non isolatamente gli uni dagli altri, ma come elementi di una struttura, cioè nel loro funzionamento all’interno del sistema di appartenenza. E’ importante notare che in psicologia questo termine è utilizzato sia con il significato di cui sopra (ad eempio per la psicologia della Gestalt o per Piaget) sia per riferirsi alla scuola di Wundt. In questo secondo caso ci si riferisce al fatto che gli studiosi appartenenti a questa scuola si prefiggevano lo studio della “struttura” della mente, riconducendola ai suoi elementi fondamentali.

Struttura mentale (Piaget)

organizzazione che l’attività intellettuale si dà nello svolgere le proprie funzioni (di adattamento ed organizzazione) in rapporto a certi contenuti.

Super-Io (psicoanalisi)

una delle tre istanze della personalità, assieme a Es e Io, cioè quella che tende ad indirizzare il comportamento con riferimento a norme, divieti, proibizioni, principi morali. Secondo Freud esso è soprattutto il prodotto della risoluzione del complesso edipico, mentre secondo la Klein esso è presente fin dal primo anno di vita. (Vedi Io)

Temperamento

complesso delle differenze individuali a base biologica rilevabili nel comportamento, che compaiono molto precocemente e sono relativamente stabili nel corso del tempo e in situazioni diverse.

Terman-Merrill, test

scala di intelligenza elaborata a partire dai primi studi di Binet e Simon, utilizzata soprattutto con bambini di età compresa fra i 2-3 e i 6-7 anni

Training autogeno

metodo di autodistensione da concentrazione psichica, che permette la modificazione di situazioni psichiche e somatiche; apprendimento graduale di una serie di esercizi di “concentrazione psichica passiva” posti in relazione fra loro al fine di un progressivo realizzarsi di modificazioni del tono muscolare, della funzionalità vascolare, dell’attività cardiaca e polmonare, dell’equilibrio neurovegetativo e dello stato di coscienza.

Tratto di personalità

fattore significativo per descrivere la struttura della personalità di un individuo.

Umanistica, psicologia (Maslow e Rogers)

approccio psicologico che pone l’accento sull’autorealizzazione dell’individuo.

WISC-R, test

scala di valutazione dell’intelligenza (Wechsler Intelligence Scale for Children), elaborata e standardizzata da David Wechsler. La lettera R sta a significare “revised”, cioè riveduta.

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